top of page

Restauro in Italia

Restauro Architettonico o Beni Immobili

I principi del Restauro Architettonico

Sono cinque i principi che ogni professionista applica in un progetto di restauro architettonico:

  • Riconoscibilità: ogni parte aggiunta deve essere riconoscibile rispetto all’originale per evitare una lettura sbagliata dell’opera.

  • Reversibilità: qualsiasi intervento di restauro deve poter essere rimosso senza danneggiare l’originale.

  • Compatibilità: i materiali impiegati devono avere quindi stesse proprietà chimico-fisiche-meccaniche in modo da non danneggiare i materiali originali.

  • Minimo intervento: per il rispetto dell’opera originale bisogna limitare al minimo indispensabile l’intervento di restauro.

  • Interdisciplinarietà: per un buon lavoro è necessario che chi si occupa del restauro collabori attivamente con professionisti di altre discipline come lo storico e il chimico.

I tipi di Restauro

Nella prima metà del Novecento Gustavo Giovannoni, architetto e ingegnere, parla per la prima volta della necessità dell’interdisciplinarietà e propone di distinguere tra diversi tipi di restauro, ovvero tra restauro di:

  • consolidamento, consiste in una serie di interventi che ristabiliscono la sicurezza statica

  • ricomposizione o anastilosi, ovvero ricomporre  gli elementi di un monumento frammentario

  • liberazione, ovvero rimuovere le aggiunte che vengono ritenute di scarso valore storico-artistico.

  • completamento, quando è necessario aggiungere parti nuove che siano distinguibili dall’originale

  • innovazione, prevede l’aggiunta di parti nuove per permettere il riuso dell’oggetto o dell’edificio.

Tecniche d’intervento: scuci e cuci

Quando gli elementi da restaurare non sono semplicemente decorativi, come i fregi di una chiesa, ma strutturali essere utile applicare la tecnica dello “scuci e cuci”, che consiste nella sostituzione degli elementi danneggiati e permette di ristabilire la continuità della muratura e la sicurezza della struttura.

Prima di iniziare l’intervento è necessario eseguire un rilievo fotogrammetrico e un’attenta analisi diagnostica delle cause che hanno portato al danneggiamento della muratura. Poi bisogna organizzare l’ordine in cui si svolgeranno gli interventi, assicurarsi che non ci siano pesi sulla muratura e che la parte di muro che non verrà toccata è ben salda e fissata.

Si puntella il muro da entrambi i lati e si sostituisce la parte danneggiata con un muro che ha le stesse caratteristiche chimico-fisiche-meccaniche.

Revolux Studios - Restauro Conservazione - Restauratori al lavoro - Ponteggi

I tipi di Restauro

Nella prima metà del Novecento Gustavo Giovannoni, architetto e ingegnere, parla per la prima volta della necessità dell’interdisciplinarietà e propone di distinguere tra diversi tipi di restauro, ovvero tra restauro di:

  • consolidamento, consiste in una serie di interventi che ristabiliscono la sicurezza statica

  • ricomposizione o anastilosi, ovvero ricomporre  gli elementi di un monumento frammentario

  • liberazione, ovvero rimuovere le aggiunte che vengono ritenute di scarso valore storico-artistico.

  • completamento, quando è necessario aggiungere parti nuove che siano distinguibili dall’originale

  • innovazione, prevede l’aggiunta di parti nuove per permettere il riuso dell’oggetto o dell’edificio.

Tecniche d’intervento: scuci e cuci

Quando gli elementi da restaurare non sono semplicemente decorativi, come i fregi di una chiesa, ma strutturali essere utile applicare la tecnica dello “scuci e cuci”, che consiste nella sostituzione degli elementi danneggiati e permette di ristabilire la continuità della muratura e la sicurezza della struttura.

Prima di iniziare l’intervento è necessario eseguire un rilievo fotogrammetrico e un’attenta analisi diagnostica delle cause che hanno portato al danneggiamento della muratura. Poi bisogna organizzare l’ordine in cui si svolgeranno gli interventi, assicurarsi che non ci siano pesi sulla muratura e che la parte di muro che non verrà toccata è ben salda e fissata.

Si puntella il muro da entrambi i lati e si sostituisce la parte danneggiata con un muro che ha le stesse caratteristiche chimico-fisiche-meccaniche.

Su ogni parte di muro danneggiata si alternano quattro fasi di lavoro:

  1. si scrosta il muro e si puliscono i bordi della zona interessata. Si individua la zona su cui agire tenendo presente la distribuzione delle tensioni nella muratura stessa. 

  2. si smonta della muratura, facendo attenzione a non rompere o danneggiare le parti adiacenti a lasciare un contorno per la successiva ammorsatura tra parte esistente e parte nuova. 

  3. si puliscono le superfici di entrambi le parti bagnandole per favorire l’adesione della malta

  4. si posano la malta e le nuove parti di muro.

Revolux Studios - Restauro Conservazione - Rovine Romane
Revolux Studios - Restauro Conservazione - Restauratori al lavoro - Ponteggi

Connotati del concetto di restauro nel Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio


Il Codice dei beni culturali e del paesaggio definisce in questi termini il restauro, all’art. 29, comma 4:


“Per restauro si intende l'intervento diretto sul bene attraverso un complesso di operazioni finalizzate all'integrità materiale ed al recupero del bene medesimo, alla protezione e trasmissione dei suoi valori culturali. Nel caso di beni immobili situati nelle zone dichiarate a rischio sismico in base alla normativa vigente, il restauro comprende l'intervento di miglioramento strutturale.”
Il testo legislativo si rifà ad un lungo e raffinato percorso di definizione teorica del restauro, con riguardo ai due aspetti esenziali, il problema della conservazione della materia originale (“integrità materiale”) e il problema della conservazione e trasmissione dei valori culturali. Al restauro non è delegata solo la funzione di conservare l'immagine, l'aspetto visivo, ma anche di conservare e trasmettere le informazioni tecniche e culturali codificate nel bene culturale oggetto di intervento.

Tendenze attuali nella prassi del Restauro


In relazione all’atteggiamento adottato rispetto alla conservazione della materia originale, gli orientamenti teorici che stanno, al giorno di oggi, alla base della prassi del restauro in Italia (si veda G. Carbonara, Avvicinamento al restauro, Napoli 1997) confluiscono in tre tendenze:
- il restauro critico,
- il restauro di ripristino,
- il restauro puramente conservativo.   
     

Restauro Critico


È un approccio metodologico al restauro formulato da Cesare Brandi, storico dell’arte e direttore, per un lungo periodo, dell’Istituto Centrale del Restauro (oggi Istituto superiore per il restauro e la conservazione).
Il restauro critico propone il progetto di restauro come una “lettura” del monumento, da conservare nella sua stratificazione storica, tra immagine e materia, nella forma in cui ci è pervenuto.
Questo è l'approccio che si avvicina di più a quanto definito nella normativa, poiché l'intervento tende a conservare il massimo di informazioni contenute nel bene, operando però una scelta per identificare i valori.

Restauro di Ripristino


Il restauro di ripristino è un approccio teorico che riprende alcune correnti di pensiero dell'Ottocento (quale per esempio il restauro stilistico). A livello molto schematico, si potrebbe dire che promuove il completamento di alcune parti mancanti di un monumento, o la trasformazione di alcuni elementi, allo scopo di ricostituire una forma ideale del monumento, esistita (o supposta di esser esistita) nel passato.
Uno dei limiti di tale corrente di pensiero è l’arbitrarietà delle scelte progettuali: spesso le fonti iconografiche a cui si attinge sono relative e imprecise. Ad un altro livello interpretativo, si potrebbe dire che tale approccio è un tentativo di abolire il tempo trascorso e l’evoluzione dell’opera.

Restauro di pura conservazione


Il restauro prettamente conservativo (tra gli esponenti di tale tendenze sono Mario Dezzi Bardeschi, Stella Casiello) richiede la rigorosa conservazione del manufatto nella completezza delle sue stratificazioni e la conservazione della patina, come segno della trasformazione della materia nel tempo.

È comunque considerata lecita la rimozione motivata di alcune aggiunte che deturpano l'aspetto visivo del monumento, aspetto che avvicina tale linea concettuale al restauro critico.

bottom of page